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PHOTOGRAPHER - BLOG

MARCO CHERCHI

01 Aprile, 2019

E' passato un pò di tempo dall'ultima volta che ho scritto su questa pagina. Tante cose sono successe. L'associazione che presiedo e l'attività fotografica mi ha visto molto attivo. Sono le ore 00.39 di questo 1° giorno di Aprile e mi son detto: mai riprendi a scrivere sul tuo blog e più i giorni passano. Era un pò che ci pensavo e che volevo farlo. Non so da dove partire nel raccontare... ho veramente tante novità... A novembre scorso ho fatto un viaggio a Bucarest che mi ha arricchito umanamente tantissimo. Ho visto una città con una grande voglia di ripartire, di farcela. Una città pazzesca. Girare per le strade tra la gente del posto, ti porta a vedere le persone con occhi diversi... ho visto tanta povertà... famiglie intere per strada che non hanno nulla. Qualcosa che fa male al cuore.


A breve, tra meno di un mese sono di nuovo in volo per un altro posto fantastico da fotografare. Si va all'Havana. Si va fare fotografie di strada tra i colori di un posto incantato dove chiassà ancora per quanto tempo l'orologio resterà fermo. Vivo da qualche mese l'attesa per questo viaggio e al solo pensiero che presto materializzerò questo sogno di fotografare all'Avana mi prende un emozione e un entusiasmo pazzesco. Soggiornerò in una "casa particular", e spero di poter raccogliere attraverso la fotografia elementi come la quotidianità della gente del posto. Una fotografia che racconta. La mia fotografia. Sono in contatto con una signora del posto che mi farà da Cicerone e che mi aiuterà a realizzare questo mio nuovo progetto fotografico. Ileana, il suo nome, mi ha scritto: esto lindo. Sono sicuro che uscirà un bel lavoro... farò di tutto perchè ciò accada...


L'altra grande novità è il mio primo libro fotografico. Fatto di molte foto scattate negli anni durante i miei viaggi. Sono orgoglioso e soddisfatto di questa mia opera. Lo chiamano "ego", lo chiamano "protagonismo", lo chiamano "gioco" ma in realtà io ho semplicemente creato una raccolta di fotografie che mi piacciono e che raccontano quello che i miei occhi hanno visto in giro per i posti che ho visitato. Chi lo ha sfogliato lo ritiene un buon lavoro (così almeno mi han detto) e io voglio pensare che sia la verità. 


Ci sono tante cose che vorrei dirvi ancora, ma forse vale la pena procedere per gradi pian piano... E' già bello aver ritrovato lo stimolo di scrivere e di esser tornato!!

16 Settembre, 2018

Mi capita sempre più spesso di ricevere bei complimenti per le foto che scatto. La cosa mi lusinga devo ammetterlo. Incasso, e dopo un secondo ignoro e vado avanti a fare alla stessa maniera quello che faccio da sempre: scatto per passione. E chi se ne frega del giudizio degli altri. Non è una mia fissa. Non mi interessa.     Le foto che scatto devono piacere a me. Io non ho editori.  Non sono uno di quei fotografi affermati che se ne sta  su un'isola spettacolare, con mare e una modella da urlo a fare foto ad un costume  con 10 assistenti intorno... no non sono uno di quelli... io  sono un lupo solitario spesso. Che se ne va in giro per la strada in cerca di  qualcosa da raccontare. Faccio foto in  giro per il mondo per raccontare  cos'è la vita oggi...  e porto avanti la mia passione  con la ferma convizione di non dover  dar conto a nessuno se non a me.  Non ho editori. Non ne voglio. Fotografo ciò che mi piace, come mi piace. Ammetto che se qualcun altro apprezza la mia fotografia   sono felice. Sento di aver dato piacere a qualcuno, ma ciò non cambia il mio pensiero. Io non fotografo per la gente. Fotografo per me.  E' capitato e capiterà che ci sia qualcuno che mi assoldi per un evento. Il paradigma non cambia... Scatto per passione, i soldi sono solo un modo per filtrare le tante richieste.  E accetto il servizio solo se accettano le mie condizioni.    Perché  non riesco proprio a scattare andando contro i  miei principi. Odio la posa nei ricevimenti. Odio fotografare le bomboniere.     Odio la carellata di gente che va e viene dietro una torta, tra una foto e l'altra... cavolo  è il bambino il festeggiato, non la torta...  la foto fatela col bambino! Fanculo la torta!!!  Ci sono tanti modi di fare un servizio fotografico ad un ricevimento. Io amo il reportage.  Anzi per me esiste solo il reportage...   io sono un narratore, uso la fotografia per raccontare...  per raccontare ciò che vi siete persi non essendo stati presenti al ricevimento.  E' così che la penso ed è così che  contunerò a fare.!!!!

21 Agosto, 2018

Ogni tanto ricordo di avere un blog o qualcosa che mi piacerebbe fosse tale e quindi torno a scrivere.  Sono  seduto in un Green Beans Coffee nell'aeroporto  Newark di New York e sto aspettando l'aereo per rientrare con tutta la truppa (leggi famiglia) che mi son portato al seguito. Ho qualche ora di tempo, e mi sembra strano visto che ultimamente mi accade di rado. Insomma eccomi a mettere a posto le fotografie di questo fantastico viaggio. Una traversata dal Canada agli  USA,  da Toronto a New York passando per le cascate del Niagara e poi per vaire città come Buffalo, Syracuse, Fort Plain  e dintorni. Che bella l'America (mi piace chiamarla così!!!)  è un posto che ha una magia e un fascino  pazzesco. Periferia  e città  sono diverse ma regalano entrambi momenti e  sensazioni  uniche. Ho fotografato tanto, tantissimo. E questo mi ha reso felice. Mi fa stare bene. Ho visto e fotograto lo spirtio di Nazionalismo di un popolo nato soltanto qualche  centinaia di anni fa. Quello spirtio di  Nazionalismo che ognuno dovrebbe avere per la propria patria. La bandiera americana su ogni porta è qualcosa che ti fa  emozionare. Ho visto gente pagare un litro di latte ad un fattore senza che il fattore fosse presente. Vai  in fattoria, apri il frigo, prendi  il latte  lasci i soldi in una bussola e te ne vai. Pazzesco!!! Ho visto strade asfaltate  come nei cartoni, ho visto prati verdi che sembrano tappeti... ho visto scoiattoli, cerbiatti, marmotte e  lepri. E' bella questa  America... E poi ho visto la città: New York. Una città grande... Che si sporca verso  la sera e si sveglia pulita al mattino. Ho visto forze dell'ordine ovunque.  Polizia che ti da un senso di sicurezza anche se il pericolo e il rischio c'è.  Ho visto una teatralità di qualche personaggio che anima e incanta Time Square con i suoi tabelloni luminosi, ho visto  monumenti e musei che hanno tanto da mostrare. Ho fotografato tutto questo. A modo mio.  Da fotografo dilettante viaggiatore e con la semplice voglia di farlo per il gusto di star bene. C'è anche il  Canada  Toronto e Niagara Falls tra le mie foto. Tutto ordinato, servizi e distrazioni  un pò ovunque. Parchi dove i bambini giocano con l'acqua e le famiglie fanno i pic-nic su tappeti erbosi veri che sembrano finti. Ho fotgrafato la forza di   due grandi paesi da cui per alcuni versi bisognerebbe imparare. A partire dall'educazione che riscontravo la mattina quando passando per le strade correndo i residenti di Fort Plain mi salutavano  con un sorriso e un bel Good Morning...   Tra una parola e l'altra è quasi giunta l'ora di fare il check-in.   Inizio già a pensare quale sarà la mia prossima destinazione dove potrò ancora fotografare. Devo chiudere e andare o perderò l'aereo, e in questo caso poi non ci sarebbero attimi belli da fotografare...  bye!!

31 Luglio, 2018

Fotografo professionista o dilettante?!?! Beh bella domanda!!! A sentire qualche fenomeno (dice lui di esserlo) della fotografia il professionista ha la  meglio di gran lunga sul dilettante. Chi è l'uno chi è l'altro?   Il professionista è colui che  sa scattare le fotografie perchè ha fatto da garzone pulendo i cessi  per anni in un abbaino di un esperto fotografo e tra una pulizia e l'altra ha imparato come si scatta, come si governa la luce... ha imparato ad usare gli arnesi del mestiere. Il dilettante è quasi sempre uno che non ha fatto l'accedemia di vattela a pesca. Non ha studiato chi era Ansel Adams, non ha letto inizialmente  la "Camera chiara" di Roland Barthes    e per giunta non sa nemmeno cosa sia un ISO.  E' semplicemente uno che per hobbie si innamora di un oggetto multiforme nero  (quasi sempre visto in mano a qualcuno poco più pratico) e decide di farne attraverso il suo uso  una passione. A sentire oggi qualche professionista, questa passione è un delitto. Un dilettante che fa fotografie con la stessa strumentazione (soldi permettendo!!! Sono giocattoli questi di un certo costo)   di quella in possesso del professionista. Scherziamo?!?! il paradosso è che dopo che uno studia per anni, pulisce cessi al fotografo anziano  sperando un giorno di avere una rivalsa ecco arrivare un'orda di  fotografi dilettanti che rovinano la piazza. La svalutano. Già questi maledetti dilettanti... Entrano negli eventi  per fotografare  l'artista di turno.      Spesso si appassionano a letture e a artisti e senza aver pulito cessi e aver fatto la gavetta si ritrovano a fare magari anche fotografie migliori del professionista. E per quale motivo? Tutto per la passione. Maledetta passione!!!! Perchè  il dilettante è mosso dalla passione e il professionista dice di non averne. Già il professionista lo fa per soldi. Già la foto che conta secondo il professionista è quella prodotta da qualcuno (quel qualcuno che te la paga in pratica).  Il resto sono solo belle fotografie fatte ad amici a gente sconosciuta o al limite a qualche matrimonio. Io odio i matrimoni. Li odio. E odio i fotografi dei matrimoni. Non scatto mai  nei matrimoni.  Lo faccio se proprio sono costretto. Perchè in quel tipo di fotografia non c'è  modo di far emergere la mia passione. Ma tanto è... "Conta se qualuno ti paga" dice il professionista...  Niente di più sbagliato. Conta se qualcuno ama la tua fotografia e a quel punto  forse quel qualcuno sarà disposto a pagarla. Ma se non hai passone per quello che fai e non ami tu per primo le tue fotografie come potrà mai amarle qualcun'altro?!?!? Ah a proposito se non lo avete capito: io sono il dilettante!!!!!

17 Giugno, 2018

Fotografate ciò che vi piace. Così come fanno tanti, anche io da fotoamatore circolo sulle pagine web o social dei più noti fotografi del globo terreste per imparare. Lo faccio per guardare, per prendere spunti, e creare idee. Quasi sempre  molti di loro sono tutti molto  critici verso chi come me ha la passione della fotografia, ma la mattina si alza e si guadagna da vivere con tutto tranne che con la fotografia. La critica più estrema è rivolta verso chi come me ama fotografare di "tutto".  La maggior parte di questi critici è gente schiava del "brand". Gente che fa fotografia commerciale. Quasi sempre tra una scarpa o una borsa di un brand famoso c'è un soggetto femminile volgarmente definita "figa". Già perchè una borsa da sola per loro è difficle da fotografare. La fotografia commerciale per loro è più facile e dicono più "produttiva" con una figa vicino. Non è vero... Una borsa di un brand famoso ha di per se quasi un valore inestimabile, anche senza modella vicino.    Dopo essersi affermati con la fotografia commerciale, dopo aver rastrellato soldi in abbandonzanza fanno quello che i "poveracci" come me fanno da sempre:  inziano a fotografare per diletto e non più per soldi. Paradossalmente diventano ciò che sino ad un secondo prima hanno sbeffegiato e criticato.  Già eccoli come il classico fotoamatore andare per le strade a fotografare foto di street, vanno a fare viaggi nei posti più assurdi per fare reportage come il classico turista fa dal suo primo viaggio... Ma guai dire loro tutto ciò... Loro hanno la fama. Sono quelli che fotografavano modelle, Vip e borse da mille euro a pezzo e  possono vantare   il pedigree che il fotoamatore non ha. Penso piuttosto che il valore e il prestigio di quelle fotografie siano i prodottti, o i Vip in se... il valore aggiunto dal fotografo è relativo. Ecco io sinceramente godo  nel vedere questa gente delirare. Si perchè ho sempre fotografato ciò che mi piaceva a prescindere dal pedigree. Io non ce l'ho il pedigree, e non ce lo avrò mai. Io faccio foto brutte e foto belle. Ma fotografo ciò che mi da  soddisfazione e che  mi piace. Nulla in contrario alla fotografia commerciale.... Ma non sta scritto da nessuna parte che un fotoamatore sia inferiore tecnicamente a un fotografo di moda, solo perchè non c'è nessuno disposto a sborsare milioni per un servizio fotografico... E personalmente fotograferò in questa maniera sino a quando proverò piacere nel farlo.  Leggo libri e  mi cibo di fotografie, ma non  ho nessuna intenzione e  mai l'avrò di stare qui a fare citazioni dei grandi fotografi del presente o del passato solo per dimostrare a qualcuno di "sapere" sulla fotografia. Leggo e lo faccio per me e non per voi. Leggete anche voi se volete sapere. Anche perchè fotografare non è sapere. Fotografare è  amare. E'  amare le proprie fotografie anche se qualcuno dice che fanno schifo. E' amare la scena. E' amare la situazione in cui ti trovi quando scatti.   Godere dell'attimo che si consuma in quel preciso istante. Non fatevi scoraggiare da questi soggetti qua. Fotografate! Fotografate!  Vi piacciono i gatti? Fotografate i gatti! A  me non piacciono e non li fotografo. A me non piacciono i tramonti per esempio. E non li ritraggo. Amo la street photography, e continuerò a fare fot di street  finché avrò passione per farlo.  Questo dovete fare. Fotografate ciò che vi piace!!!!

30 Maggio, 2018

E quanti elementi si trovano all'interno di una fotografia? Potenzialmente possono essere uno, due o molti di più... Di elementi ce ne sono davvero  tanti. Si suddividono in elementi palesi e nascosti, in  complementari e  contrapposti,  o in positivi e negativi,    luce e  buio, staticità e movimento, vicino e lontano, bianco e nero,  amore e odio, ricchezza e povertà, e  tanti altri ancora...  bisogna avere quella dimistichezza e sensibilità nel riconoscere gli elementi che abbiamo davanti e se riconosciuti, specie se siamo fortunati quando sono più di uno insieme, provare a ritrarli.      Conta molto in questi casi la composizione, di cosa e di come si vuole comunicare.  Torniamo al principio base della fotografia, e non dobbiamo mai dimenticarlo.  Stiamo comunicando. E gli elementi ci aiutano certamente in questo. Sono glie elementi che compongono la fotografia che contano... Sono i veri protagonisti della nostra fotografia... Infatti fotografare una persona ben vestita davanti muro bianco è ben diverso da fotografare un muro bianco  con davanti una persona ben vestita  con accanto un clochard (ricchezza e povertà). Nella seconda immagine c'è un contrasto di immagine e sentimento, che per l'epoca economica  difficile che viviamo, il messaggio funziona solo se i due soggetti sono insieme o se il secondo è da solo.  E se sostituiamo lo sfondo ovvero il muro bianco  con un mercato  rionale, ecco che il quadro si arricchisce di un elemento e va a creare un messaggio ben preciso. Ecco la fotografia deve essere concepita così.  Deve essere   la "strada" che porta ad un qualcosa di preciso da raggiungere.    Sono gli elementi che  ci guidano e ci dicono quando e cosa scattare a noi fotografi.     

26 Maggio, 2018

Dicevamo la scorsa volta che la fotografia è un  linguaggio e che è quindi utilizzato come strumento per comunicare. Ed ha un modo tutto suo per farlo.   Basti pensare ad esempio agli elementi usati nello scattare, ed ecco che si può  fare riferimento subito alla vicinanza e alla lontananza, alla luce e al buio, al colore o al bianco e nero,  al movimento o alla staticità, e via  dicendo... tutti elementi usati in fotografia insieme ad altri ancora e che si prestano certamente ad esprimere qualcosa in un determinato contesto.      Quando siamo dinanzi ad un preciso contesto lo leggiamo, lo interpretiamo, lo elaboriamo e alla fine lo  "catturiamo" per   lasciarne una testimonianza. Che sia un paesaggio  o un ritratto, quello che  fotografiamo ha la stessa mission, lasciare  una testimonianza di quel preciso istante.  Ecco scattare una fotografia dovrebbe partire da questo presupposto.     Può succedere che tutto questo avvenga in modo incoscente, e che quindi arriviamo a dire "che bella questa scena, adesso la immortalo, la fotografo!!". Ecco questa frase racchiude di per se tutto il processo enunciato poc'anzi.  Leggo, interpreto, elaboro e catturo... avviene in modo del tutto naturale nella nostra mente, senza pensarci ma avviene. E' proprio quello che facciamo. Nel momento in cui tutto questo diventa naturale e la si trasforma volutamente in una regola, si inizia a scattare con la consapevolezza, quella che io chiamo la consapevolezza di un fotografo. Ed è meraviglioso farlo.  Si prova una soddisfazione enorme nel guardare quelle fotografie ripensando a perchè quella foto  è divenuta frutto di un ragionamento.  E il messaggio che porta quella specifica fotografia, che sia essa una emozione o un sentimento, è figlio di un processo non più casuale, ma certamente un processo voluto dal sapore inerarrabile.

16 Maggio, 2018

E' già qualche giorno che volevo scrivere. Ma questo per me è un periodo intenso tra lavoro e vita privata. E poi c'è lei, la mia associazione  fotografica: FOTOLABO (www.fotolabo.it), e quindi le attività che ne conseguono.  Il da fare insomma non mi manca. 


Tra le tante cose che ho da fare, se potessi  scegliere, preferirei certamente  fotografare. Ma  per me fotografare non è semplicemente "sparare".  No, fotografare così non mi piace. Penso che fotografare significhi innanzitutto  "pensare" qualcosa,  per poi metterlo in pratica e trasferirlo a chi guarda le mie fotografie.  Occorre avere un progetto, una idea, un qualcosa da raccontare. Qualcosa  da esprimere.  Il fotografo è un autore. E  ad esempio anche quando va per strada a fotografare, pur non sapendo cosa incontrerà o cosa immortalerà, ha in testa l'idea che lo farà a suo modo per raccontare qualche cosa. Con il suo stile, con la sua firma.   Per questo è un autore. Perchè la stessa situazione, la stessa immagine può essere  fotografata in tanti modi diversi. E' questo quello che ci diversifica gli uni dagli altri... e ci rende unici e che quindi ci rende autori.   


E poi dobbiamo pensare a cosa vogliamo  far emergere da una situazione, a cosa vogliamo  trasmettere al nostro pubblico. Ma soprattutto cosa fare per riuscirci.  E chiederci sempre se quello che proviamo a trasmettere poi arriva effettivamente. E' un compito assai arduo, ma rende la  fotografia  un linguaggio di comunicazione. 


Effettivamente   non so se,  quello che vedo io in quel preciso momento mentre scatto, riesco sempre a trasmetterlo alle persone che poi guardano le mie fotografie. Ma come detto questa è la sfida. Ad esempio molto spesso mentre "scatto" intercetto e  quindi provo a trasmettere un senso di solitudine.   Succede nelle strade abbandonate o nei ritratti dei singoli soggetti. Ma non solo... a volte la solitudine alberga nelle persone che sono immerse nella folla. Lo vedi dai loro occhi, dal loro viso, dalla loro postura.


La capacità dell'autore deve essere quella  di saper cogliere e trasferire con il proprio stile al pubblico  una precisa "condizione". Non è facile. Per nulla. E nonstante ci si provi non è detto che ci si riesca sempre.  E allora va fatta analisi, e     va capito cosa non ha  funzionato nel proprio messaggio.  E poi occorre aspettare una nuova occasione per riprovarci di nuovo.


Ma di una cosa sono convinto: il fotografo è un autore.

25 APRILE, 2018

Il mare nella Home di questo sito web non è una scelta  per caso. Il mare in copertina è una scelta precisa. Tutti abbiamo fotografato almeno una volta il mare. Tutti possiamo farlo se non lo abbiamo mai fatto. Ma farlo ed avere  una fotografia degna di questo nome  è un compito assai ardito.  Quando quel dì fotografai il mare avevo uno stato d'animo che il mare mi sembrava  rappresentare.  Fu per me sin troppo facile scegliere tempo e diaframma da usare.    Ci fosse stato un pò di vento avrei lasciato ancor di più tempo  aperto  l'otturatore.  Ma le nuvole erano ferme e già così la scena di per se era  abbastanza inquieta,  malinconica.   Era quello che sentivo, quello che volevo  dire. Già quello che volevo dire in quel momento.


Ci sono tanti modi per comunicare e la fotografia è uno di questi. E' un linguaggio  attraverso il quale comunicare.  E sentire qualcosa  e trasferirlo a qualcuno non è facile.  La fotografia ha questo potere, e  scegliendo il soggetto ovvero l'immagine, i suoi colori  e  le sue forme   permette di  trasferire una emozione, un sentimento, una parola.


E' quindi come detto un linguaggio la fotografia, che in maniera abbastanza semplice, senza doverla decodificare arriva al destinatario.  Ed è questo semplice potere che mi affascina. Che mi spinge ogni volta a  scattare.   E continuerò a farlo finchè avrò qualcosa da dire!

22 APRILE, 2018

Alla fine l'ho fatto!!! ho creato un mio sito web. Un sito web sulla mia fotografia. Con un blog annesso. Quasi non ci credo di averlo fatto. Eh già, è proprio vero. Ad un certo punto mi è venuta voglia di "mettere su" tuttle le mie fotografie.   Non ho resistito. Qui trovate i  miei viaggi, i miei  project, le mie  foto di strada, e tanto altro ancora.  Ci ho lavorato a pizzichi e bocconi. Qualcosa manca... Qualcosa cambierò. Ma ad un certo punto mi son  detto "o adesso o mai più". E quindi  come dicono quelli bravi oggi  ho dato il Go-live!!!    Buona visione e a presto!!!

 

VOLEVO DIRVI CHE...

LA FOTOGRAFIA E' LA MEMORIA STORICA  DEL FUTURO.

SONO GLI ELEMENTI I VERI PROTAGONISTI DELLA NOSTRA FOTOGRAFIA

SE DOVETE STRESSARE LE FOTOGRAFIE CON PHOTOSHOP TANTO VALE DIVENTAR GRAFICI!!!

LA FOTOGRAFIA E' IL RITRATTO DELLA NOSTRA ANIMA

NOSTRO MALGRADO NOI FOTOGRAFI SIAMO DEI SELEZIONATORI, PERCHE' E' QUESTO CHE FANNO I NOSTRI OCCHI QUANDO SCATTIAMO: SELEZIONANO!!!

POTRA' CAPITARE DI FARE FOTO BRUTTE, MA NON SARA' UN PROBLEMA... NON HO L'OBBLIGO DI FARLE TUTTE BELLEI!!!

LA FOTOGRAFIA E' COME LA POESIA... A VOLTE C'E' LA RIMA BACIATA A VOLTE NO

CON LA FOTOGRAFIA NON PUOI BARARE, NON PUOI TRASMETTERE QUALCOSA CHE NON C'E'!!!


Marco Cherchi Photographer  -

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