MARCO CHERCHI

PHOTOGRAPHER - BLOG

27 Marzo, 2020

Comincio a rendermi conto che la fotografia che per anni ho praticato e che tutt'ora amo, la fotografia da viaggio, per un bel pò di tempo dovrò sospenderla. Il Coronvirus, sta dimostrando in queste ore tutta la sua ferocia e in tutto il mondo. I contagi sono saliti, ovunque. A meno che non si trovi un vaccino, penso che la mobilità tra stati sarà moltoridotta per molto tempo avvenire. Avevo dei progetti, come San Pietroburgo, dove sarei voluto andare a fare la mia fotografia da viaggio. Un posto che quindi avrei voluto vedere, vivere per qualche giorno... come faccio io, buttandomi in strada con la macchina fotografica in mano... oppure che so, tornare di nuovo negli Stati Uniti d'America... ma in un contesto del genere, ovvero come quello che stiamo vivendo, cambiano le priorità, cambiano anche le cose a cui tieni di più e realizzi quali siano i veri valori della vita. Non posso fare a meno di pensare a quanta gente stia soffrendo in questo momento. Tutto viene rivalutato e si diventa anche più consapevoli di cosa sia veramente importante nella vita. Non è facile stare in casa e pensare diversamente, fotograficamente parlando intendo. Però potrebbe essere uno stimolo a fare qualcosa di diverso. Lo dicevo anche la scorsa volta. Questo fa parte di una nuova dimensione, che anche quando tutto sarà finto sarà comunque parte di noi. Quando si tornerà alla normalità, non sarà la vita di un mese fa. Tante cose saranno cambiate, e tante cose cambieranno ancora prima che si possa mettere la parola fine a tutto ciò. E allora,  bisogna guardarsi attorno e cercare qualcosa che possa farci fare un salto in avanti. E' importante. Anche nel modo di fare fotografia. Non possiamo fermarci. Non posssiamo restare ancorati a vecchi modelli, e quindi nell'attesa che tornino, smettere di fotografare. Non è così che funziona. In questo momento di scarsa attività, a volte arrivo anche a tenere la macchina vicino a me, anche solo per il gusto di saperla presente. Oppure un ritratto rubato ad un familiare, ad esempio, disseta in parte quella sete di ritrattistica che negli ultimi tempi in me è sempre più in crescendo. Un ritratto che ha un valore enorme, visto la persona ritratta. Tutto ciò gratifica chi viene ritratto, e mi da una forza in più di andare avanti. Cerco di prendere la positività del momento, anche se fai fatica a trovarla, consapevole che per il paese Italia e per il mondo intero è veramente un momento storico difficle. E dall'altro lato, cerco di restare calmo, di infondere tranquillità e spensieratezza, a chi è vicino a me. Sempre attraverso la fotografia cerco di creare ai miei cari un momento di svago per far si che si torni anche a un pò di leggerezza. Un mese fa non lo avrei mai detto... Fotografare in casa, è una cosa che si fa difficilmente in condizioni normali, se non per per fare dei ritratti in uno studio, o per fare fotografia Macro magari in giardino. In attesa di tornare ad uscire per la strada, ho capito quale potrebbe essere il progetto da portare avanti stando in casa. La Famiglia. Ovvero immortalare la mia famiglia in una condizione di costrizione in casa, pensando che i nostri posteri da questo progetto possano seppur in condizioni ambientali diverse rivivere questi momenti. La fotografia è come la poesia di Pasolini, sono opere inconsumabili. Restano lì a disposizione nel tempo per chi dopo verrà... passerà questo Coronavirus, ma le fotografie no. Quelle restano, e saranno lì a raccontare il nostro oggi.  

15 Marzo, 2020

Eccoci... Ebbene oggi ci accingiamo a chiudere la prima vera settimana di "reclusione" in casa per questo maledetto virus (COVID-19). Non è poi così complicato, anche se siamo limitati nella nostra libertà e non riusciamo a fare le cose che dovremmo o vorremmo fare... men che meno dedicarci agli hobby. E io insieme a quello del tennis come sapete ho l'hobby della fotografia. Non sono e non voglio essere un professinonista della fotografia. Almeno ad oggi. Ma come hobby non posso e non voglio farne a meno: vorrei fare le mie cose, uscire e scattare tra la gente in strada. Beh è una cosa che piace da morire... chi mi segue e mi conosce lo sa. E invece eccomi perennemente sul web a mettere a posto il mio sito internet (che aveva bisogno di un restyling), sono anche continuamente su Juzaphoto, ovvero un sito web assai noto e che mi piace molto per i contenuti e per la serietà con cui questi vengono espressi; sono alla ricerca di nuove ottiche per la mia nuova Sony a7III... e sono anche un pò nel dubbio se scommettere su un'ottica come il Samyang 45mm f1.8 che sembra veramente un bell'oggetto o se fare il pecorone di turno e buttarmi su un Zeiss 55mm f1.8 come già in tanti han fatto. Sicuramente il secondo ha carattere e affidabilità da vendere, stando almeno a quello che dicono le recensioni... ma è pur vero che il primo costa la metà, ma dicono sia un pò pigro nel AF ma vorrei testarlo per capire quanto lo sia davvero... e poi ha un peso inferiore rispetto allo ZEISS che come caratteristica non mi dispiace... certamente la qualità della lente Zeiss è un plus, ma ha il suo prezo... insomma per via di questo Virus, ho avuto tempo per ficcarmi in questo rebus... un bel rompicapo. Considerando che il Samyang costa la metà un pensierino ce lo sto facendo. il 55mm è un pò più stretto come angolo visivo, mentre il 45mm è più aperto anche se non è proprio un 35mm che io adoro per fare street... Una via di mezzo per fare con un solo obiettivo  2 generi. Quella che scieglierò alla fine sarà la mia nuova ottica, per fare ritratti ambietati e street all'occorrenza... 


Ebbene è così che passo il mio tempo durante il giorno, quando non lavoro per BT. E poi guardo tante fotografie, di ogni tipo. Cercando di studiare la luce, le ombre, come cadono entrambe. Perchè guardando luci e le ombre si capisce come è stato illuminato il soggetto nella fotografia, e quindi come la luce incide sul risultato. Abbiamo tutti voglia di non fare fotografie piatte. Quindi una volta settata la macchina fotografica occorre poi studiare come governare la luce che può essere artificiale o naturale. E' la base, per avere delle fotografie che abbiano personalità. Bisogna partire da qui. Non è difficile, basta sapere quello che si vuole realizzare. Immagino certamente che però da qui a qualche giorno la voglia di fotografare (già ieri ho fatto qualche scatto con mia figlia che si è offerta come modella) prenderà di nuovo il sopravvento e questa volta in modo più serio dovrò farlo. Sto studiando qualcosa da fare in casa. Come esercitazione, è una sfida. Qualcosa di costruito, di pensato. Sfruttando quello che mi sta intorno. Facevano così i grandi maestri, pensavano, costruivano la fotografia e la realizzavano... loro erano grandi anche perchè in analogico non avevano una camera oscura istantanea che li potesse aiutare a verificare l'esito dello scatto al momento. Ci proverò. Devo pensare qualcosa anche perchè l'idea di uscire fuori in giardino e fare click per il gusto di scattare non mi fa impazzire. Non escludo neanche un giro per la montagna dietro casa. Sono luoghi che da quando abito qui (17 anni) non ho mai fotografato. Potrebbe svegliare in me la coscienza rurale del posto. Anche questo mi intriga. E' molto bello fotografare quello che ci circonda, perchè raccconta quello che siamo. Devo ammettere che prima o poi mi dovrò misurare anche con questo progetto. Che sia pensata o che sia legata ad un progetto, la fotografia che mi porta a pensare che è realizzata sapendo a priori il perchè. La sfida è riuscire a scattare una fotografia bella, ma non per caso e quindi per fortuna. Devo dire che non è semplice, anzi tutt'altro. Bisogna farsi la punta al cervello, ma è l'unico modo per alzare l'asticella e provare a fare qualcosa di interessante. Ci proverò! Come potrete notare, in fondo sto cercando il modo di non pensare al fatto che non si può circolare liberamente per strada e sto cercando quindi di far diventare questo disagio un'opportunità. Vi tengo aggiornati!!!!!

01 Marzo, 2020

Tra poche ore si riparte di nuovo... Sono eccitatissimo dall'idea di ricominciare questa nuova avventura. L'ultimo anno è stato complicato, difficile, impegnativo oserei dire. Il lavoro (quello con cui mi guadagno da vivere) mi rende sempre più oberato. Ma ho tanta voglia di scattare, di riprendere a farlo come facevo sino a 2 anni fa. Si ho proprio voglia di ricominciare. Sto entrando nell'idea ritagliarmi di nuovo come allora dei momenti per farlo. Nel frattempo ho abbandonato la mia cara Nikon D610 e son passato a Sony a7III. Cambiare il corredo e dismettere tutto il resto ha lasciato un segno. Da nikonista convinto, mi sono arreso alla tecnologia di Sony, alla sua portabilità, alla sua migliore affidabilità. Avrei preso una Nikon Z6 o Z7, ma l'idea di avere una macchina immatura e di dover aspettare aggiornamenti sui firmware, dopo aver provato da un conoscente la Sony a7III non mi ha convinto. La Sony a7III è oggi il meglio che si possa avere per scattare in viaggio. Leggera, affidabile, otturatore veloce, autofocus da sogno con 693 punti,  touch focus dal display e con una funzione di messa a fuoco per l'occhio umano e di animali utile per fare ritratti. Il salto non è stato indolore, anzi tutt'altro... insomma quest'anno di scarso lavoro è servito per fare alla fine questo cambio... Ne trarrò i benifici sicuramente da qui in avanti... ne sono convinto.


Negli ultimi 3 mesi ho lavorato ad un nuovo progetto. E' ancora tutto molto top secret, ma presto verrà fuori il risultato che mi darà l'opportunità di andare in giro a mostrare un pò del mio lavoro. Insomma non siamo stati proprio con le mani in mano. Sono eccitato!!! Vi aggiornerò!!!!


In quest'ultimo anno poi ho avuto bisogno di capire cosa fare con l'associazione (oggi posso dirlo: sono più carico di prima, andiamo avanti!!!). Ci sono stati momenti difficili, dove servita tanta determinazione e tanta pazienza per tenere saldo qualcosa che rischiava di andare in frantumi. Sarebbe stato un peccato ma, appunto la mia determinazione e quella di chi come me tiene all'associazione, alla fine ha prevalso su quel senso di inoperosità che si voleva far passare come progetto diventato inadeguato, sbagliato. A volte bisogna far un passo indietro per poi farne 3 in avanti. L'obiettivo è quello. L'obiettivo è là. Si torna alle origini, e si riparte di slancio... L'associazione ha bisogno di partecipazione e voglia di fare prima di tutto... poi si può parlare del resto!!!


Insomma siamo carichi. Non si molla niente. La fotografia è ancora la mia, la nostra stella cometa. E lo sarà ancora per molto!!!! Vi do la mia parola!!!

01 Aprile, 2019

E' passato un pò di tempo dall'ultima volta che ho scritto su questa pagina. Tante cose sono successe. L'associazione che presiedo e l'attività fotografica mi ha visto molto attivo. Sono le ore 00.39 di questo 1° giorno di Aprile e mi son detto: mai riprendi a scrivere sul tuo blog e più i giorni passano. Era un pò che ci pensavo e che volevo farlo. Non so da dove partire nel raccontare... ho veramente tante novità... A novembre scorso ho fatto un viaggio a Bucarest che mi ha arricchito umanamente tantissimo. Ho visto una città con una grande voglia di ripartire, di farcela. Una città pazzesca. Girare per le strade tra la gente del posto, ti porta a vedere le persone con occhi diversi... ho visto tanta povertà... famiglie intere per strada che non hanno nulla. Qualcosa che fa male al cuore.


A breve, tra meno di un mese sono di nuovo in volo per un altro posto fantastico da fotografare. Si va all'Havana. Si va fare fotografie di strada tra i colori di un posto incantato dove chiassà ancora per quanto tempo l'orologio resterà fermo. Vivo da qualche mese l'attesa per questo viaggio e al solo pensiero che presto materializzerò questo sogno di fotografare all'Avana mi prende un emozione e un entusiasmo pazzesco. Soggiornerò in una "casa particular", e spero di poter raccogliere attraverso la fotografia elementi come la quotidianità della gente del posto. Una fotografia che racconta. La mia fotografia. Sono in contatto con una signora del posto che mi farà da Cicerone e che mi aiuterà a realizzare questo mio nuovo progetto fotografico. Ileana, il suo nome, mi ha scritto: esto lindo. Sono sicuro che uscirà un bel lavoro... farò di tutto perchè ciò accada...


L'altra grande novità è il mio primo libro fotografico. Fatto di molte foto scattate negli anni durante i miei viaggi. Sono orgoglioso e soddisfatto di questa mia opera. Lo chiamano "ego", lo chiamano "protagonismo", lo chiamano "gioco" ma in realtà io ho semplicemente creato una raccolta di fotografie che mi piacciono e che raccontano quello che i miei occhi hanno visto in giro per i posti che ho visitato. Chi lo ha sfogliato lo ritiene un buon lavoro (così almeno mi han detto) e io voglio pensare che sia la verità. 


Ci sono tante cose che vorrei dirvi ancora, ma forse vale la pena procedere per gradi pian piano... E' già bello aver ritrovato lo stimolo di scrivere e di esser tornato!!

16 Settembre, 2018

Mi capita sempre più spesso di ricevere bei complimenti per le foto che scatto. La cosa mi lusinga devo ammetterlo. Incasso, e dopo un secondo ignoro e vado avanti a fare alla stessa maniera quello che faccio da sempre: scatto per passione. E chi se ne frega del giudizio degli altri. Non è una mia fissa. Non mi interessa.     Le foto che scatto devono piacere a me. Io non ho editori.  Non sono uno di quei fotografi affermati che se ne sta  su un'isola spettacolare, con mare e una modella da urlo a fare foto ad un costume  con 10 assistenti intorno... no non sono uno di quelli... io  sono un lupo solitario spesso. Che se ne va in giro per la strada in cerca di  qualcosa da raccontare. Faccio foto in  giro per il mondo per raccontare  cos'è la vita oggi...  e porto avanti la mia passione  con la ferma convizione di non dover  dar conto a nessuno se non a me.  Non ho editori. Non ne voglio. Fotografo ciò che mi piace, come mi piace. Ammetto che se qualcun altro apprezza la mia fotografia   sono felice. Sento di aver dato piacere a qualcuno, ma ciò non cambia il mio pensiero. Io non fotografo per la gente. Fotografo per me.  E' capitato e capiterà che ci sia qualcuno che mi assoldi per un evento. Il paradigma non cambia... Scatto per passione, i soldi sono solo un modo per filtrare le tante richieste.  E accetto il servizio solo se accettano le mie condizioni.    Perché  non riesco proprio a scattare andando contro i  miei principi. Odio la posa nei ricevimenti. Odio fotografare le bomboniere.     Odio la carellata di gente che va e viene dietro una torta, tra una foto e l'altra... cavolo  è il bambino il festeggiato, non la torta...  la foto fatela col bambino! Fanculo la torta!!!  Ci sono tanti modi di fare un servizio fotografico ad un ricevimento. Io amo il reportage.  Anzi per me esiste solo il reportage...   io sono un narratore, uso la fotografia per raccontare...  per raccontare ciò che vi siete persi non essendo stati presenti al ricevimento.  E' così che la penso ed è così che  contunerò a fare.!!!!

21 Agosto, 2018

Ogni tanto ricordo di avere un blog o qualcosa che mi piacerebbe fosse tale e quindi torno a scrivere.  Sono  seduto in un Green Beans Coffee nell'aeroporto  Newark di New York e sto aspettando l'aereo per rientrare con tutta la truppa (leggi famiglia) che mi son portato al seguito. Ho qualche ora di tempo, e mi sembra strano visto che ultimamente mi accade di rado. Insomma eccomi a mettere a posto le fotografie di questo fantastico viaggio. Una traversata dal Canada agli  USA,  da Toronto a New York passando per le cascate del Niagara e poi per vaire città come Buffalo, Syracuse, Fort Plain  e dintorni. Che bella l'America (mi piace chiamarla così!!!)  è un posto che ha una magia e un fascino  pazzesco. Periferia  e città  sono diverse ma regalano entrambi momenti e  sensazioni  uniche. Ho fotografato tanto, tantissimo. E questo mi ha reso felice. Mi fa stare bene. Ho visto e fotograto lo spirtio di Nazionalismo di un popolo nato soltanto qualche  centinaia di anni fa. Quello spirtio di  Nazionalismo che ognuno dovrebbe avere per la propria patria. La bandiera americana su ogni porta è qualcosa che ti fa  emozionare. Ho visto gente pagare un litro di latte ad un fattore senza che il fattore fosse presente. Vai  in fattoria, apri il frigo, prendi  il latte  lasci i soldi in una bussola e te ne vai. Pazzesco!!! Ho visto strade asfaltate  come nei cartoni, ho visto prati verdi che sembrano tappeti... ho visto scoiattoli, cerbiatti, marmotte e  lepri. E' bella questa  America... E poi ho visto la città: New York. Una città grande... Che si sporca verso  la sera e si sveglia pulita al mattino. Ho visto forze dell'ordine ovunque.  Polizia che ti da un senso di sicurezza anche se il pericolo e il rischio c'è.  Ho visto una teatralità di qualche personaggio che anima e incanta Time Square con i suoi tabelloni luminosi, ho visto  monumenti e musei che hanno tanto da mostrare. Ho fotografato tutto questo. A modo mio.  Da fotografo dilettante viaggiatore e con la semplice voglia di farlo per il gusto di star bene. C'è anche il  Canada  Toronto e Niagara Falls tra le mie foto. Tutto ordinato, servizi e distrazioni  un pò ovunque. Parchi dove i bambini giocano con l'acqua e le famiglie fanno i pic-nic su tappeti erbosi veri che sembrano finti. Ho fotgrafato la forza di   due grandi paesi da cui per alcuni versi bisognerebbe imparare. A partire dall'educazione che riscontravo la mattina quando passando per le strade correndo i residenti di Fort Plain mi salutavano  con un sorriso e un bel Good Morning...   Tra una parola e l'altra è quasi giunta l'ora di fare il check-in.   Inizio già a pensare quale sarà la mia prossima destinazione dove potrò ancora fotografare. Devo chiudere e andare o perderò l'aereo, e in questo caso poi non ci sarebbero attimi belli da fotografare...  bye!!

31 Luglio, 2018

Fotografo professionista o dilettante?!?! Beh bella domanda!!! A sentire qualche fenomeno (dice lui di esserlo) della fotografia il professionista ha la  meglio di gran lunga sul dilettante. Chi è l'uno chi è l'altro?   Il professionista è colui che  sa scattare le fotografie perchè ha fatto da garzone pulendo i cessi  per anni in un abbaino di un esperto fotografo e tra una pulizia e l'altra ha imparato come si scatta, come si governa la luce... ha imparato ad usare gli arnesi del mestiere. Il dilettante è quasi sempre uno che non ha fatto l'accedemia di vattela a pesca. Non ha studiato chi era Ansel Adams, non ha letto inizialmente  la "Camera chiara" di Roland Barthes    e per giunta non sa nemmeno cosa sia un ISO.  E' semplicemente uno che per hobbie si innamora di un oggetto multiforme nero  (quasi sempre visto in mano a qualcuno poco più pratico) e decide di farne attraverso il suo uso  una passione. A sentire oggi qualche professionista, questa passione è un delitto. Un dilettante che fa fotografie con la stessa strumentazione (soldi permettendo!!! Sono giocattoli questi di un certo costo)   di quella in possesso del professionista. Scherziamo?!?! il paradosso è che dopo che uno studia per anni, pulisce cessi al fotografo anziano  sperando un giorno di avere una rivalsa ecco arrivare un'orda di  fotografi dilettanti che rovinano la piazza. La svalutano. Già questi maledetti dilettanti... Entrano negli eventi  per fotografare  l'artista di turno.      Spesso si appassionano a letture e a artisti e senza aver pulito cessi e aver fatto la gavetta si ritrovano a fare magari anche fotografie migliori del professionista. E per quale motivo? Tutto per la passione. Maledetta passione!!!! Perchè  il dilettante è mosso dalla passione e il professionista dice di non averne. Già il professionista lo fa per soldi. Già la foto che conta secondo il professionista è quella prodotta da qualcuno (quel qualcuno che te la paga in pratica).  Il resto sono solo belle fotografie fatte ad amici a gente sconosciuta o al limite a qualche matrimonio. Io odio i matrimoni. Li odio. E odio i fotografi dei matrimoni. Non scatto mai  nei matrimoni.  Lo faccio se proprio sono costretto. Perchè in quel tipo di fotografia non c'è  modo di far emergere la mia passione. Ma tanto è... "Conta se qualuno ti paga" dice il professionista...  Niente di più sbagliato. Conta se qualcuno ama la tua fotografia e a quel punto  forse quel qualcuno sarà disposto a pagarla. Ma se non hai passone per quello che fai e non ami tu per primo le tue fotografie come potrà mai amarle qualcun'altro?!?!? Ah a proposito se non lo avete capito: io sono il dilettante!!!!!

17 Giugno, 2018

Fotografate ciò che vi piace. Così come fanno tanti, anche io da fotoamatore circolo sulle pagine web o social dei più noti fotografi del globo terreste per imparare. Lo faccio per guardare, per prendere spunti, e creare idee. Quasi sempre  molti di loro sono tutti molto  critici verso chi come me ha la passione della fotografia, ma la mattina si alza e si guadagna da vivere con tutto tranne che con la fotografia. La critica più estrema è rivolta verso chi come me ama fotografare di "tutto".  La maggior parte di questi critici è gente schiava del "brand". Gente che fa fotografia commerciale. Quasi sempre tra una scarpa o una borsa di un brand famoso c'è un soggetto femminile volgarmente definita "figa". Già perchè una borsa da sola per loro è difficle da fotografare. La fotografia commerciale per loro è più facile e dicono più "produttiva" con una figa vicino. Non è vero... Una borsa di un brand famoso ha di per se quasi un valore inestimabile, anche senza modella vicino.    Dopo essersi affermati con la fotografia commerciale, dopo aver rastrellato soldi in abbandonzanza fanno quello che i "poveracci" come me fanno da sempre:  inziano a fotografare per diletto e non più per soldi. Paradossalmente diventano ciò che sino ad un secondo prima hanno sbeffegiato e criticato.  Già eccoli come il classico fotoamatore andare per le strade a fotografare foto di street, vanno a fare viaggi nei posti più assurdi per fare reportage come il classico turista fa dal suo primo viaggio... Ma guai dire loro tutto ciò... Loro hanno la fama. Sono quelli che fotografavano modelle, Vip e borse da mille euro a pezzo e  possono vantare   il pedigree che il fotoamatore non ha. Penso piuttosto che il valore e il prestigio di quelle fotografie siano i prodottti, o i Vip in se... il valore aggiunto dal fotografo è relativo. Ecco io sinceramente godo  nel vedere questa gente delirare. Si perchè ho sempre fotografato ciò che mi piaceva a prescindere dal pedigree. Io non ce l'ho il pedigree, e non ce lo avrò mai. Io faccio foto brutte e foto belle. Ma fotografo ciò che mi da  soddisfazione e che  mi piace. Nulla in contrario alla fotografia commerciale.... Ma non sta scritto da nessuna parte che un fotoamatore sia inferiore tecnicamente a un fotografo di moda, solo perchè non c'è nessuno disposto a sborsare milioni per un servizio fotografico... E personalmente fotograferò in questa maniera sino a quando proverò piacere nel farlo.  Leggo libri e  mi cibo di fotografie, ma non  ho nessuna intenzione e  mai l'avrò di stare qui a fare citazioni dei grandi fotografi del presente o del passato solo per dimostrare a qualcuno di "sapere" sulla fotografia. Leggo e lo faccio per me e non per voi. Leggete anche voi se volete sapere. Anche perchè fotografare non è sapere. Fotografare è  amare. E'  amare le proprie fotografie anche se qualcuno dice che fanno schifo. E' amare la scena. E' amare la situazione in cui ti trovi quando scatti.   Godere dell'attimo che si consuma in quel preciso istante. Non fatevi scoraggiare da questi soggetti qua. Fotografate! Fotografate!  Vi piacciono i gatti? Fotografate i gatti! A  me non piacciono e non li fotografo. A me non piacciono i tramonti per esempio. E non li ritraggo. Amo la street photography, e continuerò a fare fot di street  finché avrò passione per farlo.  Questo dovete fare. Fotografate ciò che vi piace!!!!

30 Maggio, 2018

E quanti elementi si trovano all'interno di una fotografia? Potenzialmente possono essere uno, due o molti di più... Di elementi ce ne sono davvero  tanti. Si suddividono in elementi palesi e nascosti, in  complementari e  contrapposti,  o in positivi e negativi,    luce e  buio, staticità e movimento, vicino e lontano, bianco e nero,  amore e odio, ricchezza e povertà, e  tanti altri ancora...  bisogna avere quella dimistichezza e sensibilità nel riconoscere gli elementi che abbiamo davanti e se riconosciuti, specie se siamo fortunati quando sono più di uno insieme, provare a ritrarli.      Conta molto in questi casi la composizione, di cosa e di come si vuole comunicare.  Torniamo al principio base della fotografia, e non dobbiamo mai dimenticarlo.  Stiamo comunicando. E gli elementi ci aiutano certamente in questo. Sono glie elementi che compongono la fotografia che contano... Sono i veri protagonisti della nostra fotografia... Infatti fotografare una persona ben vestita davanti muro bianco è ben diverso da fotografare un muro bianco  con davanti una persona ben vestita  con accanto un clochard (ricchezza e povertà). Nella seconda immagine c'è un contrasto di immagine e sentimento, che per l'epoca economica  difficile che viviamo, il messaggio funziona solo se i due soggetti sono insieme o se il secondo è da solo.  E se sostituiamo lo sfondo ovvero il muro bianco  con un mercato  rionale, ecco che il quadro si arricchisce di un elemento e va a creare un messaggio ben preciso. Ecco la fotografia deve essere concepita così.  Deve essere   la "strada" che porta ad un qualcosa di preciso da raggiungere.    Sono gli elementi che  ci guidano e ci dicono quando e cosa scattare a noi fotografi.     

26 Maggio, 2018

Dicevamo la scorsa volta che la fotografia è un  linguaggio e che è quindi utilizzato come strumento per comunicare. Ed ha un modo tutto suo per farlo.   Basti pensare ad esempio agli elementi usati nello scattare, ed ecco che si può  fare riferimento subito alla vicinanza e alla lontananza, alla luce e al buio, al colore o al bianco e nero,  al movimento o alla staticità, e via  dicendo... tutti elementi usati in fotografia insieme ad altri ancora e che si prestano certamente ad esprimere qualcosa in un determinato contesto.      Quando siamo dinanzi ad un preciso contesto lo leggiamo, lo interpretiamo, lo elaboriamo e alla fine lo  "catturiamo" per   lasciarne una testimonianza. Che sia un paesaggio  o un ritratto, quello che  fotografiamo ha la stessa mission, lasciare  una testimonianza di quel preciso istante.  Ecco scattare una fotografia dovrebbe partire da questo presupposto.     Può succedere che tutto questo avvenga in modo incoscente, e che quindi arriviamo a dire "che bella questa scena, adesso la immortalo, la fotografo!!". Ecco questa frase racchiude di per se tutto il processo enunciato poc'anzi.  Leggo, interpreto, elaboro e catturo... avviene in modo del tutto naturale nella nostra mente, senza pensarci ma avviene. E' proprio quello che facciamo. Nel momento in cui tutto questo diventa naturale e la si trasforma volutamente in una regola, si inizia a scattare con la consapevolezza, quella che io chiamo la consapevolezza di un fotografo. Ed è meraviglioso farlo.  Si prova una soddisfazione enorme nel guardare quelle fotografie ripensando a perchè quella foto  è divenuta frutto di un ragionamento.  E il messaggio che porta quella specifica fotografia, che sia essa una emozione o un sentimento, è figlio di un processo non più casuale, ma certamente un processo voluto dal sapore inerarrabile.

16 Maggio, 2018

E' già qualche giorno che volevo scrivere. Ma questo per me è un periodo intenso tra lavoro e vita privata. E poi c'è lei, la mia associazione  fotografica: FOTOLABO (www.fotolabo.it), e quindi le attività che ne conseguono.  Il da fare insomma non mi manca. 


Tra le tante cose che ho da fare, se potessi  scegliere, preferirei certamente  fotografare. Ma  per me fotografare non è semplicemente "sparare".  No, fotografare così non mi piace. Penso che fotografare significhi innanzitutto  "pensare" qualcosa,  per poi metterlo in pratica e trasferirlo a chi guarda le mie fotografie.  Occorre avere un progetto, una idea, un qualcosa da raccontare. Qualcosa  da esprimere.  Il fotografo è un autore. E  ad esempio anche quando va per strada a fotografare, pur non sapendo cosa incontrerà o cosa immortalerà, ha in testa l'idea che lo farà a suo modo per raccontare qualche cosa. Con il suo stile, con la sua firma.   Per questo è un autore. Perchè la stessa situazione, la stessa immagine può essere  fotografata in tanti modi diversi. E' questo quello che ci diversifica gli uni dagli altri... e ci rende unici e che quindi ci rende autori.   


E poi dobbiamo pensare a cosa vogliamo  far emergere da una situazione, a cosa vogliamo  trasmettere al nostro pubblico. Ma soprattutto cosa fare per riuscirci.  E chiederci sempre se quello che proviamo a trasmettere poi arriva effettivamente. E' un compito assai arduo, ma rende la  fotografia  un linguaggio di comunicazione. 


Effettivamente   non so se,  quello che vedo io in quel preciso momento mentre scatto, riesco sempre a trasmetterlo alle persone che poi guardano le mie fotografie. Ma come detto questa è la sfida. Ad esempio molto spesso mentre "scatto" intercetto e  quindi provo a trasmettere un senso di solitudine.   Succede nelle strade abbandonate o nei ritratti dei singoli soggetti. Ma non solo... a volte la solitudine alberga nelle persone che sono immerse nella folla. Lo vedi dai loro occhi, dal loro viso, dalla loro postura.


La capacità dell'autore deve essere quella  di saper cogliere e trasferire con il proprio stile al pubblico  una precisa "condizione". Non è facile. Per nulla. E nonstante ci si provi non è detto che ci si riesca sempre.  E allora va fatta analisi, e     va capito cosa non ha  funzionato nel proprio messaggio.  E poi occorre aspettare una nuova occasione per riprovarci di nuovo.


Ma di una cosa sono convinto: il fotografo è un autore.

25 APRILE, 2018

Il mare nella Home di questo sito web non è una scelta  per caso. Il mare in copertina è una scelta precisa. Tutti abbiamo fotografato almeno una volta il mare. Tutti possiamo farlo se non lo abbiamo mai fatto. Ma farlo ed avere  una fotografia degna di questo nome  è un compito assai ardito.  Quando quel dì fotografai il mare avevo uno stato d'animo che il mare mi sembrava  rappresentare.  Fu per me sin troppo facile scegliere tempo e diaframma da usare.    Ci fosse stato un pò di vento avrei lasciato ancor di più tempo  aperto  l'otturatore.  Ma le nuvole erano ferme e già così la scena di per se era  abbastanza inquieta,  malinconica.   Era quello che sentivo, quello che volevo  dire. Già quello che volevo dire in quel momento.


Ci sono tanti modi per comunicare e la fotografia è uno di questi. E' un linguaggio  attraverso il quale comunicare.  E sentire qualcosa  e trasferirlo a qualcuno non è facile.  La fotografia ha questo potere, e  scegliendo il soggetto ovvero l'immagine, i suoi colori  e  le sue forme   permette di  trasferire una emozione, un sentimento, una parola.


E' quindi come detto un linguaggio la fotografia, che in maniera abbastanza semplice, senza doverla decodificare arriva al destinatario.  Ed è questo semplice potere che mi affascina. Che mi spinge ogni volta a  scattare.   E continuerò a farlo finchè avrò qualcosa da dire!

22 APRILE, 2018

Alla fine l'ho fatto!!! ho creato un mio sito web. Un sito web sulla mia fotografia. Con un blog annesso. Quasi non ci credo di averlo fatto. Eh già, è proprio vero. Ad un certo punto mi è venuta voglia di "mettere su" tuttle le mie fotografie.   Non ho resistito. Qui trovate i  miei viaggi, i miei  project, le mie  foto di strada, e tanto altro ancora.  Ci ho lavorato a pizzichi e bocconi. Qualcosa manca... Qualcosa cambierò. Ma ad un certo punto mi son  detto "o adesso o mai più". E quindi  come dicono quelli bravi oggi  ho dato il Go-live!!!    Buona visione e a presto!!!

 

VOLEVO DIRVI CHE...

LA FOTOGRAFIA E' LA MEMORIA STORICA  DEL FUTURO.

SONO GLI ELEMENTI I VERI PROTAGONISTI DELLA NOSTRA FOTOGRAFIA

SE DOVETE STRESSARE LE FOTOGRAFIE CON PHOTOSHOP TANTO VALE DIVENTAR GRAFICI!!!

LA FOTOGRAFIA E' IL RITRATTO DELLA NOSTRA ANIMA

NOSTRO MALGRADO NOI FOTOGRAFI SIAMO DEI SELEZIONATORI, PERCHE' E' QUESTO CHE FANNO I NOSTRI OCCHI QUANDO SCATTIAMO: SELEZIONANO!!!

POTRA' CAPITARE DI FARE FOTO BRUTTE, MA NON SARA' UN PROBLEMA... NON HO L'OBBLIGO DI FARLE TUTTE BELLEI!!!

LA FOTOGRAFIA E' COME LA POESIA... A VOLTE C'E' LA RIMA BACIATA A VOLTE NO

CON LA FOTOGRAFIA NON PUOI BARARE, NON PUOI TRASMETTERE QUALCOSA CHE NON C'E'!!!


Marco Cherchi Photographer  -

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